Minimalismo e riproduzione, possono coesistere?

Francesca Rendano, Es mio, Mamusca

Ecco un altro tema che secondo me dovrebbe interessare tutti i minimalisti: avere un figlio potrebbe essere una pratica contemplata? Avere un figlio sarebbe chiedere troppo? C’è gente che al giorno d’oggi si riunisce in gruppi che credono che avere figli sia solo un modo per inquinare di più, consumare di più, rilassarsi di meno e spendere troppo. C’è chi professa direttamente il No Sex, come succede negli Stati Uniti, un vero e proprio movimento chiamato VHEMT (Voluntary Human Extinction Movement – Movimento per l’estinzione volontaria degli esseri umani) che sollecita i suoi ‘seguaci’ a non avere figli per salvare il mondo.

Questo forse un eccesso, ma è una realtà in costante crescita che, anche in Italia, ha i suoi numerosi sostenitori.

L’Italia è uno dei paesi con il più basso tasso di nascite, ed è nella top 20 dei paesi con le mamme più vecchie al primo figlio e, che dire, si fanno sempre meno bambini. Non è di moda, non si porta fare il genitore, spesso se hai figli sei tagliato fuori.
Cosa ne pensano i minimalisti? In effetti, a livello concettuale, decidere di avere un figlio potrebbe essere uno di quei capricci che in molti vorrebbero evitare per seguire al 100% la filosofia del ‘meno è meglio’, ma fare figli non è comprare, fare figli è riprodursi, fare un figlio è gratis, proprio come fare l’amore (in gran parte dei casi!).

Crescere un figlio è un’impresa (nel senso aziendale del termine), ha dei costi e comporta delle responsabilità e spesso bisogna scendere a compromessi tra la propria filosofia di vita e le necessità del proprio bambino. Io la trovo una sfida di cui non bisognerebbe privarsi.

Ogni giorno mi domando come affrontare la maternità in maniera corretta cercando di dare il massimo senza scadere nell’eccesso, senza consumare troppo e cercando allo stesso tempo di trasmettere a mio figlio cosa vuol dire scegliere ed essere liberi di farlo, un’esperienza che auguro a tutti, ma non sono in molti a parlarne.

Dunque, nel neo minimalismo, che spesso è fatto anche di liste, un figlio è contemplato?

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10 commenti on “Minimalismo e riproduzione, possono coesistere?”

  1. Robert ha detto:

    Avere un figlio non è contemplato, forse i minimalisti sono ancora una generazione troppo giovane per pensieri così GRANDI…

  2. Lida ha detto:

    Online le blogger più decise sono proprio le mamme, non è un caso che il web sia diventato il loro principale mezzo per esprimersi, è economico, arrivi ovunque, salti tutti i pregiudizi che chiunque ha sulle donne con figli e principalmente sei minimalista. Quando una mamma parla del lavoretto fai da te non sta facendo altro che esprimere il suo creativo fare tanto con poco. E’ fuori moda? In ogni caso credo sia una forma di minimalismo.

  3. yor1ck ha detto:

    Ho notato anch’io quel che dice Lida: molti dei blog di stampo minimalista che mi è capitato di leggere sono scritti da donne con figli.

    E’ vero, un figlio ti obbliga a scendere a compromessi con il minimalismo estremo, con il “meno” in senso assoluto, con il tempo libero. Ma da un altro punto di vista rientra invece nella riscoperta dei valori fondamentali, dei piaceri semplici, della vita naturale (che c’è di più naturale della riproduzione?)

    Mi convinco sempre più che non esiste “un” minimalismo, bensì tanti modi di vivere con meno, ognuno unico.
    Alcuni di questi modi un figlio non lo prevedono… altri (per fortuna) sì.

  4. Maria ha detto:

    Il ‘minimo’ che un essere umano può fare per dare un senso alla sua vita non è forse ‘riprodursi’?!:)

  5. Silvia ha detto:

    ciao scopro solo ora il tuo blog. ti posso confermare che il minimalismo è “di moda” tra le mamme blogger. probabilmente sono ancora molti gli aspetti da sondare, concentrate come siamo sui famosi “lavoretti”: questo succede anche perché sono rappresentate le famiglie con bambini nella fascia 0-3 anni. sarebbe interessante invece parlare di minimalismo ed educazione, che è spesso impostata sulla costruzione dell’efficienza massima. mmm… che scenari si aprono!

  6. Francesca ha detto:

    Grandi scenari! Proprio quelli su cui si dovrebbe puntare. Cercare di vedere i nostri bambini come il futuro, senza imporre, ma mostrando che tutto è possibile e che il benessere si crea dall’interno, interagendo in armonia con il mondo. Certo, molta teoria, è proprio vero, è ora di passare alla pratica, quella che ci assale tutti i giorni. Un pallido riferimento a questo lo avevo fatto scrivendo sui “Mezzi pubblici” o sull'”Asilo”. Ma gli argomenti sono tantissimi e andranno affrontati uno ad uno anche con l’aiuto di tutti quelli a cui questo argomento e caro! Il prossimo sarà ‘Parto minimalista’, ti farò sapere :), grazie per avermi scritto!

  7. Concordo con Silvia, si può essere mamma minimal, decrescere felicemente e inarrestabilmente.
    Da quando sono mamma ho inziato processi di “distillazione” della mia vita che nemmeno credevo possibili. Fare un figlio non è gratis, secondo me: è un’impresa con utile in crescita, parlando per metafore – si ri-nasce, si ri-organizza, si ottimizza, si crea. E il minimal è obbligatorio per non soccombere.

  8. Francesca ha detto:

    … secondo me il passo successivo dopo questa presa di coscienza sarebbe quello di coinvolgere anche gli ‘astenuti’. Quello che fa strano, vivendo quest’avventura, è che ci sono ancora tantissimi che vedono il fare figli un’esperienza quasi drammatica e che continuano a vivere campando sul benessere post anni ’80 (proprio di un’altra generazione), desiderando ardentemente di essere sempre più giovani, ma non rendendosi conto che godersi la vita vuol dire prenderla di faccia, affrontarla con passione… anche riproducendosi e affezionandosi alle piccole cose.

  9. grace ha detto:

    minimalismo non deve trasformarsi in entropia, dunque nel finire in se stessi sempre più chiusi come ricci per proteggersi..non è così che lasceremo più spazio agli altri (intesi come persone, animali, piante..) ma è forse crescendo diversamente con i nuovi arrivati, insegnandoli a stare più vicini (così si occupa meno spazio) a dividere e condividere gli spazi, l’acqua, la luce e i giochi (così consumiamo e produciamo meno) insomma un nuovo modo per un nuovomondo!!!


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